digital review

Ricevendo innumerevoli richieste ho redatto questa risposta standard cercando di descrivere quelle che per me sono le caratteristiche dei vari sistemi che ho a disposizione:


Fractal AX8 

è un sistema cosiddetto “all in one”, ovvero in formato pedaliera, dedicato più a coloro che vogliono un sistema compatto e facile da trasportare. Le dimensioni consentono di trasportarlo dentro una valigetta 24 ore. Non di dispone di pedali che vanno collegati esternamente (fino a 4)

Come tutto il mondo Fractal dispone delle simulazioni qualitativamente migliori, le più numerose (più di 250) e ha un parco effetti di altissima qualità tanto che molti Top Guitar Player usano Fractal anche come solo multieffetto (Satriani, Vai ecc).

Ha gli stessi suoni del fratello superiore a rack AXE FX II a un costo più abbordabile.

Per garantire affidabilità per un oggetto che deve stare sopra a un palco, ermeticamente chiuso, Fractal ha dovuto optare per un processore meno potente, ne consegue che un rig può contenere meno effetti e può contenere un solo blocco amplificatore a differenza di AXE FX che ne può gestire 2.

Ogni blocco ha due stati X/Y a quali si possono assegnare due diversi tipi di amplificatore in modo da costruire un rig completo clean, crunch, lead.

Fractal ha recentemente aggiornato il Firmware alla versione 10.01 compiendo il miracolo di inserire il sistema operativo ARES di AXE FX III all’interno di AX8.

La qualità sonora è migliorata sensibilmente, è stato ridotto il carico di CPU e soprattutto è stato eliminato il gap audio che c’era nella commutazione del blocco amplificatore.

A differenza dei concorrenti, i preset di fabbrica sono bellissimi e costituiscono un punto di partenza velocissimo per farsi i suoni.

E’ emozionante il fatto di andare a scartabellare amplificatori che nessuno credo possa nemmeno aver mai visto tutti insieme.

Il software è bellissimo e immediato. L’unico neo è l’interfaccia onboard che non è proprio intuitiva.

Bisogna usarla per poter poi cambiare qualcosa quando si è senza PC altrimenti ci si perde.

E’ consigliabile abituarsi a cambiare i parametri più frequenti senza uso del SW. Se si capisce il meccanismo diventa facile anche AX8.

In ogni caso sono sempre immediatamente accessibili i parametri della sezione ampli.

Non può funzionare come scheda audio come Helix e Headrush.

Ritengo che sia l’unità più robusta e affidabile.

AX8 è recentemente uscito di produzione e verrà sostituito dal nuovo FM3

Dal forum Fractal se apprende che Cliff Chase sta lavorando alla possibilità di inserire Ares 2.0 per la felicità di molti utenti


FM3 

è il sostituito di AX8 e entrerà a breve in produzione.

Le dimensioni sono più piccole, ha un display a colori più grande e una interfaccia più intuitiva rispetto al suo predecessore.

Con tali dimensioni gli switch disponibili sono solo 3 ma è possibile utilizzare le ottime funzionalità di layout che permettono di avere più configurazioni richiamabili.

Inoltre FM3 si può espandere con le nuove pedaliere FC6 e FC12 che hanno dimensioni modulari rispetto a FM3 creando un sistema modulare molto pratico ed efficiente.

Le pedaliere si collegano semplicemente con un normale cavo XLR che porta anche l’alimentazione.

In questo modo si può scegliere se portare solo FM3 dentro una valigetta o crearsi una pedaliera con 9 o 15 switch.

FM3 usa lo stesso sistema operativo ARES installato su AXE FX III ma, come accadeva per AX8, il processore utilizzato non consente la stessa potenzialità di calcolo.

Anche in FM3 è possibile avere un solo blocco ampli e cabinet ma possono avere 4 canali a differenza dei due di AX8. Stessa cosa per tutti gli altri blocchi effetti.

Ci saranno molti degli effetti di AXE FX III ad eccezione di quelli che richiedono molta potenza come i riverberi, plex delay ecc. Vedremo meglio quando usciranno le prime unità.

FM3 può funzionare come scheda audio e ha l’uscita cuffie, non presente su AX8

Sono presenti 2048 IR per avere un parco cabinet veramente molto completo.


AXE FX III

è l’ammiraglia di casa Fractal, successore di AXE FX II che nella sua versione Quantum 10 ha raggiunto livelli di suono e prestazioni incredibili.

Con la versione III il sistema operativo si chiama Ares, ad oggi versione 8.00 e sempre in continua evoluzione.

Il sistema è composto da 4 processori DSP che forniscono una potenza di calcolo enorme.

Si possono creare rig molto complessi con effetti a livello di processori come eventide, Lexicon ecc.

La macchina ha caricati ben 512 preset di fabbrica! Ce ne fosse uno brutto!!!!!

Vanno ascoltati tutti perchè sono bellissimi e offrono tantissimi spunti per creare i propri suoni.

Una delle funzioni più interessanti che oggi si possono avere con AXE FX III è la possibilità di avere fino a 4 cabinet (IR) simultanei potendone controllare singolarmente ogni parametro.

Questo consente di poter mixare a piacimento gli IR desiderati (ce ne sono oltre 2000 disponibili oltre a quelli che si possono caricare) con risultati sonori veramente incredibili e realistici.

Ogni blocco, ampli, cabinet, effetto, può assumere 4 diverse configurazioni (Channel) richiamabili con la funzione scena.

Si può dunque configurare un preset con 8 scene combinando gli effetti ma anche i loro canali

Posso avere una scena (sempre nello stesso preset) che richiama una sim di un Fender Twin con altri 4 cabinet dedicati al fender.

E così via considerando che posso mettere 2 blocchi ampli, quindi 8 diverse simulazioni .... da mal di testa!

Lo stesso vale per ogni effetto, quindi un delay può assumere 4 diverse simulazioni delay.

Tutti i cambi scena sono istantanei, nessun lag audio!!!

L’editor Software è stato migliorato notevolmente, molto più veloce e graficamente piacevole.

Ottima la possibilità di poter assegnare un nome alle scene come per i preset, nome che poi si vede sempre nell’ampio display a colori.

AXE FX III offre possibilità di routing incredibili: dispone di 4 ingressi stereo, 4 uscite stereo gestiti da convertitori di altissima qualità.

Si possono dunque collegare effetti esterni, strumenti diversi gestendoli con rig separati ad esempio chitarra, voce e basso come fosse un mixer digitale e il tutto può essere registrato con una DAW dato che la macchina è anche una potente scheda audio.

L’operatività dell’interfaccia onboard è migliorata notevolmente ed è molto intuitiva.

Si può operare indistintamente da Software o da interfaccia senza alcun problema.

Le pedaliere FC e FC12 permettono di utilizzare tutte le funzionalità di AXE FX III potendo configurare ogni singolo footswitch e creare diversi layout direttamente da software o dall’interfaccia.

E’ possibile anche creare configurazioni diverse associate ad ogni preset.

Le pedaliere si collegano semplicemente con il FAS Link II, ovvero tramite un semplice cavo XLR che porta anche l’alimentazione.


Headrush 

è stato progettato per essere veramente facile da usare grazie al suo ampio schermo touch, dal vivo è fenomenale in rapidità e intuitività.

L’editor non c’è e sarebbe comunque comodo soprattutto per farsi i suoni a casa.

E’ quello che ha meno ampli ed effetti, ma quelli che ci sono sono validissimi soprattutto riverberi i delay e i chorus (bellissimo il multichorus a 4 e 6 voci)

Clean e crunch sono veramente belli, molto realistici come gli hi gain che non impastano mai e sono ben definiti.

Tutti gl ampli hanno controlli essenziali, quelli che ci sono nel reale, questo ne favorisce la gestione e non bisogna sbattersi troppo per cercare un suono.

Quello che sorprende Headrush è la pacca dal vivo, esce come un missile dal PA.

Il touch e la possibilità di gestire 3 parametri a scelta sempre disponibili lo rendono veramente molto efficace dal vivo.

Meccanicamente è molto robusto, può funzionare come scheda audio e ha un comodo AUX IN per collegare fonti esterne (tastiere, MP3 ecc)

Ci sono in tutto 7 potenziometri semplici quindi poca roba che si può rompere.

Il nuovo Firmware 2.1 ha introdotto nuovi ampli ed effetti e soprattutto un parco IR di tutto rispetto.

Interessante la nuova funzione che permette di impostare e salvare i loop che possono dunque essere delle backing track in formato audio mp3 o wav.

Con l’ultimo firmware è anche possibile associare diversi preset per ogni blocco alle scene richiamabili.

E' possibile dunque avere fino a 8 scene che possono richiamare 8 preset diversi di qualsiasi blocco effetto e ampli.

Purtroppo Headrush lamenta problemi di affidabilità per diverse unità: per alcuni non funziona la porta USB, per altri non si accende più.

Per ora si tratta di unità in garanzia ma speriamo che la cosa sia circoscritta a un periodo limitato e che Headrush abbia sistemato il problema. Va segnalato che il distributore italiano Soundwave Distribution offre pieno supporto.

Headrush Gigboard è la sorella più piccola e compatta della versione pedalboard ma ne conserva la piena compatibilità software.

Dispone dello stesso display touch 7” e la stessa programmazione molto semplice. È stato leggermente modificata l’interfaccia operatore per agire con l’unica manopola disponibile.

Rispetto alla sorella grande ha la possibilità di comandare il cambio canale di un ampli tradizionale.

Dispone di soli 4 footswitch con i tipici sotto menu che si attivano a tempo.

Recentemente è stata anch’essa Aggiornata al firmware 2.1


Helix Floor

è la prima unità che ho avuto, ha il pregio del routing e delle tante connessioni possibili tanto da renderlo estremamente utile anche come scheda audio.

Il pannello posteriore è una selva di ingressi jack, XLR, USB, SPDIF ecc

C’è pure l’ingresso per microfono e ha 4 loop mono o 2 stereo per effetti esterni.

Può pilotare il cambio canali degli ampli che no hanno la connessione midi.

Le simulazioni a mio avviso sono il punto debole anche se con il recente aggiornamento 2.5x hanno fatto ottimi passi in avanti. Comunque con le giuste IR e qualche EQ si riescono a tirar fuori suoni convincenti.

Bisogna lavorarci molto, conoscere la macchina, provare tante IR regolare gli ampli visto che di default hanno suoni a volte incomprensibili.

Dire che Helix è semplice da programmare è corretto, ma non è immediato tirarci fuori suoni convincenti.

Mi piacciono molto i delay e i chorus, con il FW 2.50 hanno migliorato notevolmente anche i riverberi che oggi sono di altissima qualità.

I drive sono molti, convincenti e permettono di creare bei suoni. Spesso è meglio ricavare un suono distorto usando un ampli clean con un pedale davanti.

Nell’uso 4 cavi è la macchina migliore grazie ai tanti ingressi disponibili e alle funzioni midi avanzate

Helix è il meno robusto dei 3: i footswitch sono quelli che hanno la molla che agisce su un micro saldato sul circuito stampato, mi hanno dato problemi di doppio rimbalzo e devo cambiarli.

Gli scibile strips, ovvero i mini display, sono utilissimi ma delicati. Io ne devo sostituire uno, ma la spesa è abbastanza contenuta (24 euro)

Il Joystick è un altro punto debole se ne vedono parecchi guasti. D’altronde è facile che prenda delle botte stando per terra. Bisogna stare molto attenti.

Nella versione LT ho visto diversi pedali exp rotti meccanicamente per la struttura debole.

La LT invece è veramente molto conveniente anche se non ha tutta la connettibilità della floor.


Kemper

è l’ultimo sistema che ho acquistato. Non aggiungo molto perché è l’unità che ha segnato la svolta del digitale e c’è tantissimo in rete.

La qualità dei suoni dipende unicamente dai profili che vengono caricati. Io l’ho trovato eccezionale solo quando sono andato a profilare il mio amplificatore. Diversamente serve molta pazienza per scartabellare migliaia e migliaia di profili. Si può intervenire sui controlli di equalizzazione ma non come se si fosse sull’ampli reale. Diciamo che è come agire sull’eq di una traccia registrata. Piccole correzioni vanno bene ma se si deve intervenire pesantemente sull’eq è meglio cambiare profilo. La sezione effetti è quella più carente ma sufficiente a suonare dal vivo senza problemi. Molti utenti usano un multieffetto esterno.

Al Namm 2019 è stato finalmente presentato un editor che è apparso molto efficiente e completo.

Uscirà con il firmware 6.0 speriamo a breve.

C’è un comodo rig manager per poter ascoltare i vari profili, funzionalità essenziale per il modo di lavorare di questa macchina.

Purtroppo le IR invece vanno caricate solo via USB e devono essere a 44,1 KHz.

Non può funzionare come scheda audio e consente di collegare un solo effetto esterno.

La sua pedaliera remote arricchisce molto l’esperienza live della macchina.

Molto versatile la funzione morph che consente di passare a due diverse regolazioni di tutti gli effetti di uno stesso preset.

A luglio è stato lanciata la versione Stage, ovvero la tanto cercata pedaliera.

E' difficile parlare di un prodotto nuovo, di fatto è la stessa versione precedente solo che in un formato diverso. Ottimo per chi è già abituato alle versioni Rack e Lunchbox ma non si può dire che sia un prodotto al passo con i tempi.

Per chi lo acquista come prodotto "novità" si ritroverà con un display monocromatico stile anni 90, praticamente invisibile stando in piedi.

Nonostante si tratti di un redesign, molto unità presentano problemi costruttivi: manopole che si staccano, viti non fissate bene, problemi ai footswitch.


BIAS Head
di fatto è la versione Hardware del noto plug in software Bias Amp che con la versione 2.0 ha introdotto notevoli migliorie, soprattutto l’integrazione delle IR Celestion in modo nativo.

Questo permette dunque di usare le IR e modificare microfoni, posizione ecc.

Essendo la versione HW di Bias Amp, la Head non ha effetti se non un riverbero dalle funzionalità minime.

Nasce con l’idea che molti chitarristi preferiscono usare i propri effetti o integrare quelli di BIAS anch’essi con la formula del plug in che diventa hardware.

La qualità delle simulazioni Bias è nota e veramente notevole.

A distanza di qualche tempo dalla mia prova nono posso che notare la quasi totale assenza dal mercato di questo prodotto. Come avevo previsto la mancanza degli effetti e di una pedaliera integrata lo rendono poco appetibile al mercato.


Hotone ampero

un sistema molto piccolo, realizzato completamente i metallo, robustissimo!

Di questo nuovo prodotto ho realizzato dei video che vi invito a guardare

https://youtu.be/m4r5TjM-hQ8

Promette molto bene e non mancano gli aggiornamenti firmware.


Mooer GE300

ho avuto occasione di provarlo al NAMM, dopo 2 ore di utilizzo non sono riuscito a creare un suono interessante, rimane sempre molto "plasticoso"

Ho seguito anche diversi video di recensioni successive che hanno confermato il mio giudizio su questa macchina. A questo si aggiunge un costo che non è giustificato dalla qualità delle simulazioni.


Boss GT1000

Uno degli ultimi arrivati nel mercato, ma sembra concepito negli anni 90 quando Boss era leader di mercato.

Il display monocromatico lo rende un prodotto poco attraente e datato

Le simulazione e gli effetti sono buoni ma Boss ha voluto dare precedenza a una tencologia proprietaria per la parte cabinet, l'AIRD. Questo scarificando invece l'uso delle IR standard.

A distanza di 3 anni posso dire che non è stata una scelta felice dato che il mercato delle IR è vastissimo e di alta qualità.

il GT1000 funziona con alimentatore esterno e questo è un punto molto negativo per la classe di prezzo della macchina.

Il mercato non sembra premiare questo prodotto che non è molto diffuso.

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