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Q -L’ascolto del chitarrista: digitale vs. Analogico

A - Una delle discussioni più frequenti e animate tra i chitarristi riguarda l’autenticità dei sistemi digitali rispetto a quelli analogici.
Quasi sempre però questa discussione si fa su due piani completamente diversi che condizionano pesantemente il giudizio.
Il chitarrista analogico pensa al suo suono nella situazione che viene definita “amp in the room” ovvero al suono dell’amplificatore dentro una stanza cercando di portare il volume al massimo possibile per provare l’ebrezza della cosiddetta “botta”.
Il chitarrista digitale “completo” (poi spiegherò perché lo chiamo completo) pensa al suo suono ascoltato attraverso dei sistemi di diffusione Full range (FR) con risposta lineare (Flat Response) o più comunemente: impianti voce (PA), monitor da palco, monitor da studio ecc. Tutte fonti da cui sia ascolta la musica nel senso più completo.
In questo ascolto, una parte integrante è quindi anche il microfono che deve catturare il suono e che dovrebbe comportarsi esattamente come il nostro orecchio.
Il microfono invece ha una sua caratteristica sonora che cambia moltissimo anche in funzione della sua posizione rispetto all’altoparlante per cui anch’esso introduce delle alterazioni che vanno compensate e opportunamente gestite.
Mi preme sottolineare che, per dare un senso oggettivo a questa discussione, è necessario che il chitarrista faccia qualche piccolo passo evolutivo essendo, tra i musicisti, quello più legato alle tradizioni e a quelli che possiamo definire dei “feticci”.
Per il chitarrista “tradizionale” il rig è composto da amplificatore, effetti, cassa.
Per un chitarrista “digitale” il rig è composto da amplificatore, effetti, cassa e microfono e diffusore di ascolto
Quando si parla di sistema digitale bisogna tenere presente gli elementi che compongono tale sistema:
    -    Chitarra
    -    Amplificatore
    -    Cassa
    -    Microfono
    -    Monitor di ascolto (spia, cassa FRFR, In Ear monitor…)
I sistemi digitali hanno rivoluzionato il punto di ascolto del chitarrista che, rispetto dal altri musicisti, normalmente è (o era)  abituato ad ascoltare il suo suono direttamente dagli altoparlanti dell’amplificatore (amp in the room)
I primi sistemi digitali infatti sono nati riproducendo solo l’amplificatore con relativo finale, venivano collegati a una normale cassa per chitarra che doveva essere quindi microfonata in modo tradizionale
Solo negli ultimi anni, grazie anche alla tecnologia degli “impulse response” si è passati a simulare anche il comportamento del cabinet con enormi vantaggi in termini di flessibilità ma anche con la creazione di problemi a cui il chitarrista non era abitato.

Q - Cos’è un sistema digitale

A - Un sistema digitale attuale lo dobbiamo immaginare come un PC con una scheda audio, con un sistema operativo e con vari software (detti anche plug-in) che ci permettono di elaborare il segnale proveniente da una chitarra o un basso.
Fino a 10 anni fa il digitale veniva per lo più usato per quanto riguarda la parte effettistica, delay riverberi soprattutto da studio ma non era ancora possibile ottenere la vera emulazione del suono proveniente da un amplificatore.
Grazie al continuo sviluppo delle architetture PC, dei software e delle tecnologie, si sono potuti creare sistemi che possono essere ospitati in quelle che erano le comuni pedaliere per chitarra, oppure sistemi a rack ottenendo risultati estremamente realistici in termini di qualità e flessibilità.
Se prima il chitarrista era costretto a portarsi in palco diversa strumentazione pesante e ingombrante, oggi può comodamente avere un “mondo” di amplificatori ed effetti in spazi estremamente contenuti.
I primi ad approfittare di queste tecnologie sono stati i musicisti professionisti e per questo, le classiche coreografie di “muri di  Marshall” presenti solo per un certo tipo di genere musicale, hanno lasciato il posto a palchi praticamente vuoti di strumenti per soddisfare il grande show business.
I monitor in palco hanno lasciato posto ai sempre più diffusi “in ear monitor (IEM)” per la gioia dei fonici che non hanno più da gestire problemi di microfonazione, rientri ecc.

Q - Che tipo di cuffie usi per i digitale?

A - Non ci sono cuffie speciali per il digitale, ci sono cuffie indicate per un ascolto professionale, da studio, e cuffie per l’ascolto generico (mainstream). Le cuffie da studio sono più bilanciate e lineari possibile, le cuffie da ascolto tendono a colorare il suono per rendere piacevole la musica anche quando di bassa qualità. Si tende spesso a dire che le cuffie buone abbiano molti bassi ma questo è profondamente errato.
Le cuffie che mi sento di consigliare sono le Beyerdynamic DT770 Pro (80ohm) oppure le Audio technica ATH-M50x


Q - Cosa ne pensi del sistema digitale XYZ?

A - Ho redatto una mia recensione su tutti i sitemi digitali che ho e ho avuto a questo link digital review

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